Riapre il Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia
05/02/2018
 



Al via una grande raccolta fondi, abbinata alla 24esima edizione della mostra Artigianato e Palazzo, in programma al Giardino Corsini di Firenze dal 17 al 20 maggio prossimi.

«Vogliamo contribuire a tenere alta l‘attenzione, affinché il Museo di Doccia, considerato la più importante testimonianza manifatturiera della porcellana in Italia, torni presto alla luce, per ricordare al mondo da dove ha inizio il made in Italy» hanno detto stamattina (2 febbraio), nel corso di una conferenza stampa a Milano, Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani, mecenati del settore artigiano da 24 anni e organizzatori di Artigianato e Palazzo, esposizione promossa dall‘Associazione Culturale Giardino Corsini.

Nasce così il progetto Artigianato e Palazzo per il Museo di Doccia, che utilizza il crowfunding da parte sia del pubblico che delle aziende sostenitrici per rilanciare quella che è una vera miniera di tesori, con 8mila opere in porcellana, ceramica, maiolica e piombo e oltre 13mila tra disegni, lastre di metallo incise, pietre cromolitografate, modelli in gesso e sculture in cera.
 



A fronte di un‘offerta minima di 8 euro all‘ingresso (6 euro per i ragazzi dai 12 ai 18 anni, mentre i più piccoli entrano gratis), si potrà dunque visitare la quattro giorni fiorentina, donando un‘ulteriore somma attraverso il dispositivo Donachiaro, uno sportello digitale allestito nel Giardino Corsini: progettato da Itineris Italia, consente di effettuare versamenti in contanti, con il bancomat o con carte di credito.

Ma già dal 3 aprile, in tutti i 35 punti vendita Unicoop Firenze della Toscana in cui è attivo il servizio Box Office, sarà possibile effettuare donazioni e assicurarsi l‘ingresso a maggio ad Artigianato e Palazzo.

A favore del complesso di Sesto Fiorentino si impegnerà anche il designer Duccio Maria Gambi, tornato nel nostro Paese dopo una permanenza all‘estero, che metterà in vendita 20 opere numerate, prodotte da Artigianato e Palazzo e fatte con oggetti delle collezioni Richard Ginori rivisitati sotto una luce nuova.

L‘Associazione Amici di Doccia, creata nel 2003, sarà la destinataria di tutte queste iniziative e verserà l‘intero contributo a favore della ripartenza del Museo, nato nel 1754 e chiuso nel maggio 2014, in seguito al fallimento due anni prima della precedente proprietà della Richard-Ginori 1735 SpA, che deteneva anche il 100% dell‘edificio e della collezione museale.

Nel 2013 il Gruppo Kering ha acquisito il ramo produttivo aziendale e il brand Richard-Ginori, mentre il Museo è rimasto nelle mani della curatela fallimentare, finché nel 2017 il ministro Franceschini ha annunciato l‘intenzione del Mibact di rilevarlo.

L‘acquisto è stato ufficializzato a fine anno, quando il Cipe (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) ha stanziato 1,9 milioni di euro per gli interventi più urgenti di ristrutturazione. Il Mibact affiderà la gestione del Museo a una fondazione mista, pubblico-privata, in via di costituzione (nella foto di Arrigo Coppitz, l‘interno del Museo).

 
 
 
 
 
 
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