I saldi eco sostenibili secondo Road to green 2020
06/01/2019
 

Secondo le stime di Confesercenti, circa un italiano su due si dedicherà allo shopping nei prossimi giorni, con un budget di circa 122 euro a persona, 280 euro a famiglia. Al primo posto tra gli acquisti in questo periodo di sconti, si piazzano i capi di abbigliamento, seguiti da calzature ed accessori.

“Con l’inizio del nuovo anno, come di consuetudine, prendono il via anche i saldi invernali. In questo periodo subiranno un sensibile aumento le vendite nei negozi di abbigliamento, con moltissime persone che approfitteranno delle offerte per rinnovare un po’ il proprio guardaroba. – Ha detto Barbara Molinario, Presidente di Road to green 2020 ed esperta di moda – L’importante, però, è scegliere i capi giusti che non siano solo di tendenza, ma che siano anche rispettosi dell’ambiente. Non dimentichiamo che l‘inquinamento dell‘industria del fashion è secondo solo al petrolio, con una produzione di gas serra maggiore rispetto a quella prodotta da tutti gli spostamenti navali e aerei del mondo. Per questo tutti noi dovremmo prediligere quei produttori che realizzano le proprie creazioni senza impattare troppo sull’ambiente.”

“Per orientare le nostre scelte, è bene imparare a leggere le etichette degli abiti. – prosegue Molinario – Queste indicano non solo il tipo di fibre utilizzate e la percentuale di ognuna, ma anche se il capo ha ottenuto delle certificazioni, ad esempio quelle che attestano che si tratta di un filato ottenuto da agricoltura biologica, come GOTS (Global Organic Textile Standard), o l’utilizzo di tinture biocompatibili, ma anche quelle legate all’etica, come FairTrade, che certifica che il prodotto provenga dal mercato equo e solidale”.

Ecco qualche consiglio di Road to green 2020 per uno shopping green eco sostenibile, anche con i saldi:

Tinture chimiche e tessuti sintetici
Alcune sostanze utilizzate per tingere i tessuti, possono essere davvero tossiche per l’ambiente, contaminando le acque di scarico dell’industria che le produce, e andando poi ad inquinare l’ambiente. Certo, questo potrebbe essere evitato, o almeno contenuto, con adeguati impianti di depurazione, ma non tutti i produttori ne sono provvisti. Anche i tessuti sintetici possono rappresentare una minaccia per l’ambiente. Queste fibre, infatti, sono spesso derivate dal petrolio, la loro lavorazione produce gas nocivi e il prodotto finale è qualcosa di non naturale e non biodegradabile.

Fibre naturali, magari da coltivazioni biologiche
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite elesse il 2009 l’Anno Internazionale delle fibre naturali, per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica e delle industrie del fashion e incentivarne l’utilizzo. I tessuti naturali hanno un impatto minore sull’ambiente, specialmente se le materie prime provengono da agricoltura biologica. Oggi, inoltre, è possibile trovare in commercio tessuti naturali ottenuti dalla lavorazione di materiali organici di scarto, come le bucce degli agrumi, la crusca, l’esoscheletro dei crostacei o la vinaccia, completamente biocompatibili.

Fast & cheap? Meglio equo & solidale
Negli ultimi anni si è diffuso il trend della moda fast and cheap, abiti e accessori acquistati per pochi euro, che durano poco tempo, spesso appena una stagione, come se fossero quasi dei capi usa e getta. Per immettere sul mercato a prezzo bassissimo un prodotto che deve essere seminato, cresciuto, raccolto, filato, tagliato e cucito, lavorato, impacchettato e trasportato, i produttori non si limitano ad utilizzare materie prime di bassa qualità, ma sono “costretti” a pagare meno del dovuto tutti i lavoratori della filiera, con situazioni che talvolta arrivano al limite dello sfruttamento. Meglio, dunque, orientarsi verso prodotti equo e solidali, realizzati non solo rispettando l’ambiente, ma anche tutti i lavoratori che hanno contribuito al processo produttivo, garantendo loro condizioni e paghe eque. Acquistando uno di questi capi, stiamo, di fatto, aiutando lo sviluppo economico di un determinato distretto (in Italia o all’estero).
Riciclare e smaltire correttamente
La maglia comprata la scorsa stagione non ti piace più? Non gettarla nella spazzatura. Finirebbero nelle discariche per poi essere bruciati (producendo gas nocivi) o sotterrati, con un impatto negativo sull’ambiente. Approfittate dei programmi lanciati da molti grandi marchi della moda che, in cambio dei vostri vecchi capi, vi doneranno dei buoni shopping, spesso utilizzabili anche nel periodo dei saldi. I vestiti raccolti saranno riciclati, in un’ottica di economia circolare. In alternativa, gettateli negli appositi punti di raccolta o regalateli a chi ne ha bisogno.

 
 
 
 
 
 
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