MAISON ZILLI PITTI CAPSULE: L‘ART DANS LA PEAU
08/01/2019
 



Una capsule collection speciale, quella che la Maison Zilli presenta alla 95esima edizione di Pitti Uomo, e che vede rinsaldarsi l‘asse franco-italiano: se nel 1965 infatti Alain Schimel creò il brand investendo in una bottega di un sarto italiano esperto nel trattamento dei pellami, Teofilo Zilli, quella scommessa rivelatasi vincente rivive oggi nel nuovo connubio tra la maison e il creativo Sergio Colantuoni, che collabora con quest’ultima alla creazione di L‘art dans la peau.
 


A far parte di questo raffinato trattato sulla sublimazione della pelle e la sua trasformazione in un capo che va oltre il classico concetto di abbigliamento luxury dedicato a lui, una ristretta selezione di 5 pezzi, 4 giacche e un gilet, decorati da motivi pittorici dipinti a mano e maestose fiere che emergono dalla giungla o dall‘immaginario mitologico. Così se la giacca in agnello Guinée si nobilita con una testa di leone ricamata con filo di seta, il modello con il logo laminato Gattopardo è il perfetto proscenio per il salto del ghepardo, stampato sempre sulla stessa consistenza materica.
 


Un‘arte, quella dei trattamenti applicati alla pelle, maneggiata con maestria, come nel modello che applica in rilievo sul pellame di cervo del blouson Goliath un maestoso grifone, costruito in coccodrillo e lambskin.
La celebrazione del Belpaese è però nel gilet Gandolfo che si stampa di un‘opera di Giovannino De‘ Grassi, famoso miniaturista rinascimentale, noto per le scene di paesaggi fiabeschi con le quali decorò il libro di preghiere di Gian Galeazzo Visconti, l‘Offiziolo, opera ad oggi custodita nella Biblioteca Nazionale di Firenze. Ed è proprio uno di questi paradisi incontaminati a rivivere sul capo in lambskin. Infine, a chiudere questa pentalogia in edizione limitata, l‘arte di Pisanello, la cui Visione di Sant‘Eustachio (originariamente realizzato tra il 1436 e il 1438 con la tecnica della tempera su tavola) si dipinge a mano, in tutto il suo lirismo pittorico, sulla giacca in agnello Galleria.

Afflati letterari e artistici legati da un fil rouge costante, quella del lingotto, elemento distintivo nella grammatica di stile di Zilli, trasposto in questo caso nel tiretto della cerniera, tradotto su elementi preziosi, oro o argento palladio.
Una capsule che racconta lo stato dell‘arte della manifattura artigiana, sin dalle sue origini, situandosi fortemente nella contemporaneità, e ne esalta su pelle le infinite potenzialità. Sublimando il lessico di una maison, nel cui DNA rivive l‘amore per l‘arte e l‘eccellenza.
 

 
 
 
 
 
 
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