Saldarini Cashmere Flakes partecipa al Forum Governativo Mongolian Noble Fiber
08/11/2019
 




Il 24 ottobre scorso si è tenuto a Ulaanbataar il forum governativo “Mongolian Noble Fiber”, standard elaborato dal Governo Mongolo per la riduzione dell’impatto ambientale dell’industria tessile locale con una certificazione che premia le aziende più sostenibili. Tra gli invitati, l’Ambasciatore plenipotenziario del Giappone S.E. Masato Takaoka (la cooperazione con il Giappone ha finanziato lo sviluppo dello standard Mongolian Noble Fiber), l’Ambasciatore degli Stati Uniti S.E. Michael S. Klecheski, il Primo Segretario ed Addetto Economico degli USA in Mongolia Benjamin A. Le Roy e i rappresentanti delle maggiori istituzioni internazionali quali le Nazioni Unite e la Comunità Europea. Francesco Saldarini, imprenditore comasco owner e Ceo di Saldarini Cashmere Flakes, che con il suo progetto si è fatto portavoce delle esigenze dei pastori nomadi per uno sviluppo eco sostenibile, è stato invitato, unica Azienda italiana, dal Primo Ministro di Mongolia Khurelsukh Ukhnaa a esporre la sua esperienza come protagonista della valorizzazione del “Cashmere Sostenibile in Mongolia” per il riconoscimento di un prezzo equo e solidale ai pastori. Il suo discorso è stato particolarmente apprezzato dal sindacato Nazionale delle Cooperative di Allevatori Mongoli e dai rappresentanti della Cooperazione Internazionale, da quindici anni attiva sul territorio per disciplinare l’allevamento delle capre Hircus.
 



La filosofia del marchio Saldarini Cashmere Flakes prende spunto reinterpretando lo stile intrinseco, concettuale e sofisticato di un “mestiere” indissolubilmente legato alla serenità del lago di Como dove l’azienda opera fin dal 1882. Risale a quella data la fondazione della ditta Saldarini che si è evoluta nel tempo diventando una delle industrie più importanti del distretto serico comasco. Oggi la famiglia è ancora l’unica proprietaria della società, diretta e gestita dalla quinta generazione: Francesco Saldarini e sua moglie Laurence che hanno fatto della ricerca approfondita di filati e materiali il loro punto di maggior forza. Nasce così nel 2016 il brevetto 100% Cashmere Flakes che utilizza il Cashmere come imbottitura per abbigliamento; il “fiocco di Cashmere” iniettato direttamente nei capi spalla garantisce infatti il totale isolamento termico e aumenta la sua morbidezza nel tempo.
Il progetto Cashmere Flakes mette il suo know how e i suoi brevetti a disposizione di nuovi talenti, per sostenerli producendone capsule collection sperimentali. Denominatore comune dei talenti selezionati l’eco compatibilità: un fil rouge che nel percorso di Saldarini è diventato “fil green” e che le fashion week di Milano, Parigi e Tokio contribuiscono a sviluppare.
Un’idea totalmente eco-sostenibile poiché Cashmere Flakes è animal frendly, suggello di questo messaggio lo slogan: “le nostre capre vivono in Mongolia, non le tosiamo ma le pettiniamo dolcemente”. Il prezioso vello è infatti ricavato dai pastori nomadi pettinando il sottovello delle capre Hircus durante la muta.





Francesco Saldarini che ama definirsi “dream planner”, ha siglato con i pastori nomadi della Mongolia un accordo commerciale per poter garantire loro un compenso più adeguato e una vita  più dignitosa bypassando gli intermediari cinesi. Un’intesa che ha dato l’avvio a un percorso virtuoso attraverso un commercio diretto, etico e solidale di cashmere certificato.
Saldarini lavora in Co-branding per alcuni dei più prestigiosi gruppi del lusso progettando e confezionando capispalla con la propria imbottitura in puro Cashmere brevettata.
Il fatturato Cashmere Flakes sviluppato nell’anno 2018 è stato di circa 5 Milioni di euro.


La Mongolia produce circa il 40% della produzione mondiale della nobile fibra.
Quella prodotta in Mongolia è la qualità Cashmere più pregiata al mondo, avendo le Capre Hircus sviluppato un particolare sotto vello per proteggersi dalle rigide temperature invernali, che nella regione di frequente superano i 40° sotto lo zero.
Il 94% della fibra di Cashmere prodotta in Mongolia viene attualmente esportata in Cina allo stato grezzo, e quindi rivenduta “dehaired” (pulita dalle impurità) ai produttori italiani da Trading Companies cinesi.
Attualmente solo il 3% della produzione di fibra di Cashmere in Mongolia è tracciabile e proviene da allevamenti che adottano il “Codice di Allevamento Sostenibile” sviluppato dalla Cooperazione Internazionale e dal Governo di Mongolia, ma la più parte degli acquirenti non corrisponde un prezzo “equo e solidale”.

Nel 2018 le esportazioni di prodotti di maglieria in Cashmere Made in Italy sono state € 305 Milioni, in crescita del 78% rispetto ai 171 Milioni di Euro del 2008, ed hanno pesato per circa il 4% dell’export di abbigliamento Made in Italy (Fonte Eurostat).



 
 
 
 
 
 
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